Ecco uno scritto del Prof. Mario Colombo, Ass. Provinciale alla Cultura, sul Presepe Vivente di Sora, che testimonia quanto questo evento è sentito e importante. Grazie di cuore professore, La aspettiamo anche l'anno prossimo per l'edizione 2009.
Val Cavargna, si rinnova una favola vera
Il presepe vivente di San Bartolomeo
Là in alto alla Val Cavargna, poi sotto rispetto a San Bartolomeo, in quel fatato sito di Sora, si rivive come era uso cento e più anni fa.
L’occasione è data dalla Santa Natività per fare rivivere le pareti di pietra di secolare memoria, le vie in risciada consumate dal tempo, gli infissi in castagno imbruniti dall’uso.
Eppure è il 27 di dicembre del 2008, ma oltrepassata la soglia di Sora, sotto un arco di rami di abete, si entra in un’altra epoca. Quella che ormai pochi di noi hanno vissuto e ricordano. Dove il pane erano le castagne; la segale il tetto; il latte formaggio, burro, zincarlin, ricotta; le foglie giaciglio per le bestie e letto per gli uomini; il granturco polenta nei giorni di festa e il tempo era cadenzato dalla fame mai sopita.
Cosi, via e poi via nel percorso obbligato di Sora si vive, con i cibi, i poveri arredi, le fredde stanze scarsamente illuminate l’umanità di un tempo e gli stenti quotidiani a cui fin da giovani i nostri predecessori erano costretti.
A Sora si vive in un mondo creato ad arte, con sapienza, amore, lavoro ed emotività da Mancassola Lino e un gruppo di abitanti di quel borgo.
Anche il più distaccato dei visitatori, dopo poco si trasforma. I colori con le fosche tonalità saturano la vista, i profumi che invadono le vie e ogni nicchia delle povere abitazioni pregnano le narici e i sensi tutti sono alla pari coinvolti per trasmettere ai visitatori tutte le emozioni più forti.
In queste condizioni, tutti i visitatori si sentono coinvolti dalle terrene sensazioni e spiritualmente dal Sacro Mistero della Natività.
Definire Grandiosa l’opera creata a San Bartolomeo forse è troppo, ma se si rapporta quanto ho visto ed è palpabile da tutti, al microcosmo della Val Cavargna, definire una Magica creazione questo presepe vivente è riduttivo. Si! Magico perché il cuore degli interpreti, con la loro lingua locale, le loro movenze, le loro pose, i comportamenti , la spontaneità la partecipazione emotiva, il sorriso dell’anima, rendono unico e celestiale Sora.
Anche per questo voglio dire grazie amici, per avere fatto sognare con i piedi per terra tante persone e per avere portato la Sacralità del presepe a livello terreno.
Questo è un invito a voi per proseguire e a chi mi legge di venire a trovarvi.
Cari amici della Val Cavargna, ora mi ritiro. Prima di andare a letto, bevo un bicchiere di latte caldo con miele di castagno e una fetta di braschino, nel riposo mi tornerà alla mente il sogno vissuto ore prima.
Prof. Mario Colombo
Ass. Provinciale Cultura
Il Prof. Mario Colombo sul Presepe Vivente di Sora 2008
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